Aprile 25, 2009...6:23 am

Navigazione in rete dei minori: un’occasione di sviluppo relazionale in famiglia

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I dati relativi all’ingresso di Internet nelle famiglie dimostrano come tale processo sia in continua crescita, soprattutto nei Paesi in cui la presenza della tecnologia diventa parte integrante delle attività quotidiane degli adulti e dei minori.

La letteratura psicologica vede quindi un lento ma progressivo fiorire di interessanti studi che analizzano il modo in cui la presenza del web tra le mura domestiche influisca sulla qualità della comunicazione e delle relazioni che intercorrono tra genitori e figli.
Un recente studio pubblicato sulla rivista CyberPsychology&Behavior, stima che in Italia circa un terzo dei bambini tra i 2 e gli 11 anni utilizzano il web tutti i mesi trascorrendo circa 22 ore complessive davanti al pc per visitare perlopiù motori di ricerca e portali, in cui reperire diverse tipologie di risorse (Bricolo F, Gentile D, Smelser R, Serpelloni G, 2007).

Se incrociamo tali dati con quelli forniti nel gennaio 2008 dall’Istituto nazionale di Statistica, vediamo come all’interno di tale fascia d’età sia crescente anche il desiderio di usare sempre di più la Rete.
Il 45% dei bambini compresi tra i 6 e gli 11 anni, infatti, manifestano la volontà di navigare per più tempo sul web, pur non avendo, nel 73% dei casi, frequentato un corso di pc.

Ciò palesa l’urgenza con la quale le famiglie cerchino di adeguarsi alle richieste dei minori circa un più forte ingresso di Internet in casa.
Tale necessità è spiegata ed ulteriormente messa in evidenza da un altro dato fortemente significativo, ossia dal luogo di utilizzo del web che nella fascia d’età compresa tra gli 11 ed i 14 anni è costituito dall’abitazione di altri bambini per il 35% circa dei casi riducendo di fatto la possibilità per gli adulti di monitorare le attività svolte in rete dai figli.

Stile di attaccamento e navigazione in rete

Ma in che modo l’ingresso di Internet in famiglia ne influenza i processi comunicativi? Quali sono  le dinamiche relazionali in grado di incidere sulle attività svolte online dai minori?
La Psicologia sta tentando di dare delle risposte scientificamente fondate, ricorrendo ad analisi correlazionali in grado di spiegare, ad esempio, come lo stile di attaccamento tra genitori e figli condizioni la fiducia e la serenità con cui i bambini accedono alla Rete.

Realizzando un parallelismo tra l’esplorazione del mondo reale e quello virtuale, possiamo infatti sostenere che così come uno stile di attaccamento sicuro implica la presenza di un genitore che manifesta disponibilità e sostegno (senza tuttavia interferire rigidamente sulla libertà esplorativa del bambino rispetto all’ambiente fisico circostante), analogamente una navigazione in rete equilibrata richiede che il genitore consenta al proprio figlio di accedere al web serenamente, seppur all’interno di un contesto protetto e monitorato.

In assenza di quest’ultimo presupposto, infatti, ed in presenza di un attaccamento di tipo ansioso-evitante o ansioso-ambivalente, la facilità relazionale indotta da una comunicazione online troppo libera  può contribuire a vedere Internet come un’ulteriore potenziale figura di attaccamento, oppure come un tramite per trovarne di nuove.

Tale elemento potrebbe stimolare l’assunzione di comportamenti online inadeguati in grado di indurre, tra gli altri, web dipendenza.
L’attenzione degli adulti rispetto al “cosa” fanno i bambini in rete ed una parallela diminuzione di atteggiamenti esclusivamente orientati a proibirne la navigazione può facilitare quindi una nuova concezione della Rete, non più vista come uno strumento che isola il bambino dalla famiglia, bensì come un nuovo mezzo in grado di stimolare il confronto.
In tali casi  il web diviene luogo di risorse da individuare, di spazi virtuali da conoscere ed analizzare, un mondo di approfondimenti e di conoscenze da sviluppare

In Rete sì, ma per fare cosa?

Intervenire in modo propositivo sulle attività svolte dal bambino in rete significa anche saper discriminare quali siano le attività che meglio si prestano all’obiettivo che ci si è prefissati (Lee, Chae, 2007).
Se infatti l’impiego di forum, di chat, e l’esecuzione di attività educative influenza positivamente il dialogo, l’uso di videogames, al contrario, può inibire tale processo dato che il videogioco tende ad isolare maggiormente il minore rispetto all’ambiente che lo circonda.

Proprio in base a tale aspetto, possiamo sostenere, in accordo con i dati a nostra disposizione che se una diminuzione del tempo speso nella comunicazione tra genitori e figli a causa della navigazione in rete non sempre incide quindi sulla qualità della relazione, è l’atteggiamento dei genitori rispetto alle attività svolte dai bambini in rete ad essere variabile fondamentale.

Infatti un attivo coinvolgimento dei genitori è particolarmente importante già nel momento in cui il bambino inizia a navigare in rete. È in tale periodo che i minori navigano per un tempo maggiore cercando di soddisfare la propria curiosità rispetto a  tutto ciò che possono potenzialmente reperire sul web.

Una partecipazione attiva dei genitori nella prima fase di approccio al web, può consentire al bambino di abituarsi a scambiare le proprie esperienze on line con i genitori anche quando le proprie attività in rete vanno modificandosi col tempo, consentendo sia da parte dei bambini che degli adulti un aumento della fiducia reciproca e della sicurezza rispetto ai contenuti e alla qualità delle attività eseguite.
Le indagini effettuate mostrano infatti, che i minori navigano per più tempo in rete nei primi tre mesi di utilizzo per poi dedicare alle attività sul web minor tempo, seppur modificando sostanzialmente le attività realizzate (Jackson L, Samona R, Moomaw J, et al, 2007).

Se la ricerca di documentazione per le attività didattiche è il motivo principale per cui i bambini accedono ad internet la prima volta, è la comunicazione con gli amici a spiegare nei periodi successivi il tempo speso sul web. Vi è, quindi, un passaggio dalle attività di ricerca a quelle comunicative ed interattive.

Il principio cardine che deve quindi guidare i genitori nel condurre i bambini in rete va individuato nel fatto che la ricerca di una forma di compensazione sociale su internet diminuisce laddove la qualità della comunicazione offline sia buona.

Il supporto sociale da parte della famiglia riduce, infatti, l’impatto negativo degli eventi stressanti offline e online (come ad esempio il cyberbullismo) sui bambini e sugli adolescenti (Leung, 2007) soprattutto alla luce della tendenza piuttosto marcata a considerare le amicizie online come maggiormente in grado di consentire l’affermazione del proprio Sé nel contesto sociale (Dombrowski S, Gischlar K, Durst T, 2007).

Bibliografia
Lei L, Wu Y. Adolescents’ Paternal Attachment and Internet Use. CyberPsychology & Behavior [serial online]. October 2007;10(5):633-639. Available from: Psychology and Behavioral Sciences Collection, Ipswich, MA. Accessed February 28, 2008.
Lee S, Chae Y. Children’s Internet Use in a Family Context: Influence on Family Relationships and Parental Mediation. CyberPsychology & Behavior [serial online]. October 2007;10(5):640-644. Available from: Psychology and Behavioral Sciences Collection, Ipswich, MA. Accessed February 28, 2008.
Dombrowski S, Gischlar K, Durst T. Safeguarding young people from cyber pornography and cyber sexual predation: a major dilemma of the internet. Child Abuse Review [serial online]. May 2007;16(3):153-170. Available from: Psychology and Behavioral Sciences Collection, Ipswich, MA. Accessed February 28, 2008.
Leung L. Stressful Life Events, Motives for Internet Use, and Social Support Among Digital Kids. CyberPsychology & Behavior [serial online]. April 2007;10(2):204-214. Available from: Psychology and Behavioral Sciences Collection, Ipswich, MA. Accessed February 28, 2008.
Bricolo F, Gentile D, Smelser R, Serpelloni G. Use of the Computer and Internet among Italian Families: First National Study. CyberPsychology & Behavior [serial online]. December 2007;10(6):789-798. Available from: Psychology and Behavioral Sciences Collection, Ipswich, MA. Accessed February 28, 2008.
Jackson L, Samona R, Moomaw J, et al. What Children Do on the Internet: Domains Visited and Their Relationship to Socio-Demographic Characteristics and Academic Performance. CyberPsychology & Behavior [serial online]. April 2007;10(2):182-190. Available from: Psychology and Behavioral Sciences Collection, Ipswich, MA. Accessed February 28, 2008.

“Navigazione in rete dei minori: un’occasione di sviluppo relazionale in famiglia”, tratto in data 04-03-2008 da Obiettivo Psicologia. Formazione, lavoro e aggiornamento per psicologi
http://www.opsonline.it/index.php?m=show&id=12163

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