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	<title>Psicologia, Comunicazione &#38; Nuove Tecnologie &#187; Comunicazione</title>
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	<description>A volte per fare una passo in avanti, è necessario farne tre indietro</description>
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		<title>Psicologia, Comunicazione &#38; Nuove Tecnologie &#187; Comunicazione</title>
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		<title>L’avvicendamento dei turni nella comunicazione</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 16:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertoragno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[differenze culturali]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia si tollerano maggiormente le sovrapposizioni nelle conversazioni che quotidianamente ci ritroviamo a svolgere con altre persone; sono per noi segno di interesse e spontaneità del nostro interlocutore mentre in altre realtà vengono considerate sgradevoli e poco educate.
Un gruppo di ricercatori già nel 1981 ha descritto un malinteso interculturale dovuto alla diversa durata dell’intervallo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertoragno.wordpress.com&blog=5376185&post=109&subd=albertoragno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">In Italia si tollerano maggiormente le sovrapposizioni nelle conversazioni che quotidianamente ci ritroviamo a svolgere con altre persone; sono per noi segno di interesse e spontaneità del nostro interlocutore mentre in altre realtà vengono considerate sgradevoli e poco educate.<br />
Un gruppo di ricercatori già nel 1981 ha descritto un malinteso interculturale dovuto alla diversa durata dell’intervallo tra un turno e l’altro in una conversazione. Infatti gli Indiani Athapaskan del Canada e i Canadesi bianchi cercano di evitare conversazioni tra loro. Gli Indiani, per abitudine, hanno pause più lunghe durante la conversazione. Un Indiano quindi, quando l’interlocutore bianco ha finito il suo discorso, prima di prendere la parola fà passare più tempo di quanto l’interlocutore si aspetti.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-109"></span>Il bianco, vedendo che l’Indiano non parla, riprende a parlare per non far cadere la conversazione, mentre l’Indiano per non interrrompere rinuncia a intervenire.<br />
Il risultato è che gi Indiani Athapaskan pensano che i bianchi parlino troppo mentre i Canadesi bianchi credono che gli Athapaskan siano persone chiuse e che non amino la conversazione.<br />
Quante volte vi è capitato di incontrare persone che non vi danno il tempo di riflettere sulla risposta dovuta oppure in caso contrario, persone che vi sembra non abbiano niente da dire ?<br />
Le regole di conversazione tendono a essere universali, questo però non significa che vengano interpretate sempre allo stesso modo.</p>
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		<title>La pragmatica della comuncazione della scuola di Palo Alto</title>
		<link>http://albertoragno.wordpress.com/2009/06/02/la-pragmatica-della-comuncazione-della-scuola-di-palo-alto/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 19:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertoragno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[assiomi]]></category>
		<category><![CDATA[Watzlawick]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando le persone comunicano, oltre che scambiarsi informazioni, danno vita a un&#8217;interpretazione sociale, cioè compiono una sequenza di azioni concatenate, di mosse attraverso le quali si influenzano reciprocamente. La comunicazione interpersonale, se vista come interazione, è un processo in cui da uno stato iniziale si arriva ad uno stato finale attraverso vicende intermedie.
Negli anni Sessanta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertoragno.wordpress.com&blog=5376185&post=99&subd=albertoragno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Quando le persone comunicano, oltre che scambiarsi informazioni, danno vita a un&#8217;interpretazione sociale, cioè compiono una sequenza di azioni concatenate, di mosse attraverso le quali si influenzano reciprocamente. La comunicazione interpersonale, se vista come interazione, è un processo in cui da uno stato iniziale si arriva ad uno stato finale attraverso vicende intermedie.</p>
<p style="text-align:justify;">Negli anni Sessanta e Settanta l&#8217;idea che la comunicazione interpersonale sia interazione si è fatta strada grazie a contributi maturati in diverse aree.</p>
<p style="text-align:justify;">Un gruppo di ricercatori ( Watzlawick, Helmick-Beavin, Jackson, 1967 ) ha tentato di elaborare una teoria generale dell’interazione nella comunicazione interpersonale, basata su cinque assiomi, cinque affermazioni fondamentali su come si svolge l’interazione.  Nella “Pragmatica della Comunicazione Umana” sono enunciati i cosiddetti assiomi della comunicazione che, dalla pubblicazione del testo (1967), hanno modificato in modo radicale ed irreversibile il percorso della psicologia contemporanea.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-99"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Primo assioma<br />
<strong><em>Non si può non comunicare</em></strong><br />
Se si parte dal presupposto che ogni comportamento è comunicazione, ne consegue che, per quanto ci si sforzi, in presenza di altre persone non si può fare a meno di comunicare.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo assioma<br />
<em><strong>Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione.</strong></em><br />
Ogni comunicazione trasmette un’informazione, una notizia, mentre a un altro livello, metacomunicativo, di comunicazione sulla comunicazione, impartisce un comando su come intendere quell’informazione e il rapporto tra il mittente e il ricevente. L’aspetto di notizia di un messaggio trasmette informazione ed è quindi sinonimo nella comunicazione umana del contenuto del messaggio. L’aspetto di comando si riferisce invece alla relazione tra i comunicanti. Quindi, ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo classiﬁca il primo ed è quindi metacomunicazione. Watzlawick utilizza l’analogia del calcolatore: per operare, la macchina ha bisogno non solo di dati (informazione), ma anche di dati sui dati, ovvero di codice che dica alla macchina come trattare i dati (metainformazione). Portando l’analogia nel mondo della comunicazione umana, possiamo identiﬁcare l’aspetto di notizia del messaggio come comunicazione, e l’aspetto di comando come metacomunicazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Terzo assioma<br />
<strong><em>La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti.</em></strong><br />
Le interazioni sono serie oscillanti, nelle quali generalmente è arbitrario stabilire un inizio e ricostruire una sequenza. Molti conflitti nascono da una differente segmentazione dell’interazione. Ogni parlante interpreta lo scambio in modo tale da vedere il proprio comportamento come causato dal comportamento dell’altro, e mai come causa della reazione dell’altro, e viceversa: in breve, ogni parlante accusa l’altro di essere la causa del proprio comportamento. Ad esempio, un marito che si chiude in se stesso e una moglie che brontola possono accusarsi reciprocamente del disagio di coppia, perchè il marito dice “mi chiudo perchè brontoli” e la moglie “brontolo perchè ti chiudi”.</p>
<p style="text-align:justify;">Quarto assioma<br />
<strong><em>Comunicazione numerica e analogica</em></strong><br />
Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico. Il linguaggio numerico ha una sitassi logica assai complessa e di estrema efficacia ma manca di una semantica adeguata nel settore della relazione, mentre il linguaggio analogico ha la semantica ma non ha alcuna sintassi adeguata per definire in un modo che non sia ambiguo la natura delle relazioni. Cos’è allora la comunicazione analogica? Praticamente è ogni comunicazione non verbale (intesa nel senso esteso proprio di Watzlawick, che quindi include posizioni del corpo, gesti, espressioni del viso, inﬂessioni della voce, sequenza e ritmo delle parole, il contesto in cui avviene la comunicazione). L’uomo è l’unico essere vivente ad usare sia il modulo analogico che quello numerico per comunicare con i suoi simili. Gli animali, quando parliamo loro, non capiscono il signiﬁcato delle nostre frasi, ma al contrario capiscono benissimo la ricchezza analogica con cui comunichiamo loro queste frasi.</p>
<p style="text-align:justify;">
Quinto assioma<br />
<em><strong>Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull’eguaglianza o sulla differenza.</strong></em><br />
Nell’interazione simmetrica i partner tendono a fare le stesse cose ( es. aggressione/aggressione, gentilezza/gentilezza) nel tentativo di minimizzare le differenze, mentre nell’interazione complementare un partner assume la posizione dominante e l’altro la posizione sottomessa. In quest’ultimo caso, un partner assume una posizione primaria, detta one-up, superiore; mentre l’altro partner completa per così dire la conﬁgurazione assumendo una posizione one-down, ovvero inferiore. Non dobbiamo tuttavia attribuire giudizi di valore come “buono” e “cattivo” o “forte” e “debole” alla precedente distinzione: l’assunzione di una posizione o l’altra potrebbe essere determinata semplicemente da contesti culturali o sociali (es. madre/ﬁglio, medico/paziente, insegnante/allievo).</p>
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		<title>Gli effetti positivi della videocomunicazione</title>
		<link>http://albertoragno.wordpress.com/2009/04/25/gli-effetti-positivi-della-videocomunicazione/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 06:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertoragno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo uno studio presentato in questi giorni da Cisco, intitolato “Successful Video Communications” e condotto da Pearn Kandola con l&#8217;obiettivo di analizzare la psicologia della comunicazione nel mondo business, le applicazioni per la videocomunicazione aiutano le discussioni nei meeting online, rafforzano le relazioni e migliorano il rapporto fra le persone.
Tuttavia, evidenzia lo studio, per alcuni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertoragno.wordpress.com&blog=5376185&post=84&subd=albertoragno&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Secondo uno studio presentato in questi giorni da Cisco, intitolato “Successful Video Communications” e condotto da Pearn Kandola con l&#8217;obiettivo di analizzare la psicologia della comunicazione nel mondo business, le applicazioni per la videocomunicazione aiutano le discussioni nei meeting online, rafforzano le relazioni e migliorano il rapporto fra le persone.</p>
<p style="text-align:justify;">Tuttavia, evidenzia lo studio, per alcuni soggetti, la comunicazione in video ha ancora l&#8217;effetto di aumentare il livello d&#8217;ansia e di inibizione: perché diventi uno strumento di comunicazione efficace, è importante che le imprese aiutino i loro dipendenti a sviluppare competenze adeguate per sfruttarla al meglio.</p>
<p style="text-align:justify;">La comunicazione video sta diventando una norma fra i team dispersi geograficamente e rappresenta un&#8217;alternativa fattibile agli incontri di persona. Importante è però stabilire come abbattere le barriere psicologiche che ne ostacolano l&#8217;uso, e come le persone possano sviluppare la necessaria familiarità, fiducia e tranquillità per usarla regolarmente.</p>
<p style="text-align:justify;">La ricerca evidenzia quali effetti l&#8217;utilizzo del video possa avere su persone con diversi tipi di personalità, analizzando sei differenti figure.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-84"></span></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Leader/ Dominatore: colui che guida il meeting. La possibilità di vedere tutti i partecipanti alla riunione riduce il rischio che egli domini eccessivamente la discussione.</li>
<li>Energetico/Distratto: il video rende più stimolante la situazione, riducendo i momenti di distrazione e aumentando l&#8217;impegno.</li>
<li>Pensatore/Sfuggente: riflette in modo approfondito sui temi in discussione. Potendo cogliere i segnali visivi, si riduce il rischio che i suoi momenti di riflessione siano interpretati scorrettamente come disimpegno.</li>
<li>Amichevole/Chiacchierone: rischia di parlare troppo al posto degli altri o di provocare digressioni rispetto al tema in agenda. La possibilità di vedere i colleghi fornisce un contesto per interpretare le pause naturali della conversazione, riducendo il loro bisogno di “riempire” i momenti di silenzio.</li>
<li>Creativi / Astratti: caratterizzati da una grande ricchezza di creatività e di idee audaci, restano più ancorati alla discussione grazie alla maggiore ricchezza di interazione.</li>
<li>Atterratori/Ostruttivi: il video dà loro una presenza visiva durante le riunioni, aiutandoli a fare ascoltare le proprie opinioni senza dimostrarsi troppo ostruttivi.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Ma non è tutto. Secondo lo studio, la comunicazione video può aiutare ad accelerare la costruzione della relazione in culture differenti, ad esempio tra quelle cosiddette “ad alto contesto” quali quella cinese, giapponese e mediorientale &#8211; in cui la relazione si basa sull&#8217;integrità e sul valore dato all&#8217;interazione sociale e quelle “ a bassa distanza”, come accade in Paesi quali Germania, Svezia, Danimarca, in cui generalmente fra colleghi ci si relaziona in modo paritario, al di là della posizione formalmente detenuta in azienda.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo studio ha poi tracciato un&#8217;analisi delle diverse tipologie di comunicazione video, evidenziando quali sono i contesti ai quali meglio si adatta.</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Video telefonia: viene utilizzata nelle comunicazioni quotidiane. Facile da usare; la qualità del segnale video può ridurre la trasmissione dei segnali visivi.</li>
<li>Video conferenza basata su web &#8211; Usata nelle riunioni di team con individui distribuiti geograficamente ed in incontri con persone esterne al gruppo. E&#8217; ampiamente accessibile; le piccole dimensioni delle immagini rendono difficile cogliere i segnali visivi.</li>
<li>Video conferenza &#8211; Incontri di gruppo con una o due persone in ognuno dei luoghi connessi. Qualità video migliore rispetto alle webcam, ma può essere insufficiente a cogliere i segnali più sottili. La qualità audio può risentire negli incontri con tanti partecipanti.</li>
<li>Telepresenza &#8211; Utile per mantenere vive relazioni di alto livello a distanza. Più vicina all&#8217;esperienza di incontro dal vivo, le immagini a dimensioni reali veicolano il linguaggio del corpo e i gesti.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Articolo tratto da: <a href="http://www.ilsole24ore.com/" target="_blank">http://www.ilsole24ore.com/ </a></p>
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