I ricercatori del gruppo ‘Evaluación Psicológica’ dell’Università di Jaén, in Spagna, hanno iniziato un progetto pionieristico per il controllo delle allucinazioni nei pazienti psicotici, affiancando al trattamento farmacologico metodi di trattamento psicologico che ricorrono anche alle tecniche di realtà virtuale. Come ha sottolineato Beatriz López Luengo, che coordina la ricerca, lo scopo non è quello di ricreare le allucinazioni che affliggono i pazienti, ma di addestrarli a controllare la loro attenzione, in modo da ridurre l’insorgenza e l’impatto psicologico delle allucinazioni e, per chi sia già fuori dalla fase produttiva, di prevenirne la reinsogenza. Il corso di addestramento è composto da diversi moduli, articolati in modo da stimolare prima il controllo delle allucinazioni visive e quindi, gradualmente, di quelle di tipo uditivo (le “voci”). Se i risultati saranno quelli sperati dai ricercatori, la nuova metodica potrebbe affiancarsi – non sostituirsi – a quella farmacologica, dato che i costi di questo tipo di addestramento sono comunque relativamente ridotti.
Internet è come un bosco delle fiabe, meraviglioso, ricco di attrazioni, ma anche pieno d’insidie. Una metafora non lontana dalla realta’ e dalla quale nasce l’idea di lanciare una vera e propria campagna per l’utilizzo sicuro del web, che utilizza il linguaggio dei bambini e sostenuta da Ubisoft. Una campagna ideata appositamente per la rete, realizzata con il contributo di esperti di vari settori (psicologi, pedagogisti, educatori, linguisti, mass mediologi, ecc) e che prende forma e vita grazie al primo video-decalogo per il corretto utilizzo della rete, rivolto non solo ai piu’ piccoli ma anche a genitori e insegnanti.
I medici che ricevono la loro istruzione e si specializzano in un ambiente dotato di tecnologie informatiche si sentono svantaggiati, meno efficienti e meno pronti a lavorare in un ambiente privo di tali mezzi. È quanto emerge da uno studio realizzato presso il Vanderbilt University Medical Center e pubblicato su Academic Medicine, la rivista dell’Association of American Medical Colleges.
“Flynn, appassionato di elettronica, si è visto soffiare le sue invenzioni da Dillinger, suo padrone nel passato e ora capo dell’ENCOM, una potente impresa che fabbrica strumenti elettronici. Flynn si è ridotto a gestire una sala di giochi elettronici a pagamento; ma la sua aspirazione è di penetrare nel mondo del suo avversario e palesare le prove della sua disonestà. In realtà Dillinger è dominato da un gigantesco elaboratore elettronico, che è il vero cervello e capo della ENCOM. Il suo nome è MPC (Master Control Programme). Per impedire l’investigazione di Flynn, Dillinger blocca tutte le vie di accesso al MPC. Così Flynn non potrà scoprire le notizie di cui ha bisogno. La decisione di Dillinger urta due ricercatori elettronici, Alan e la sua fidanzata Lora, tanto che decidono di allearsi con Flynn. Così tutti e tre penetrano di notte negli stabilimenti della ENCOM. Ma Flynn è disintegrato in miriadi di particelle elettroniche da MPC. Riprende coscienza in un’altra dimensione e in un altro mondo: quello dei “programmi elettronici”, fedele riproduzione degli “inventivi”, ossia degli uomini che li hanno creati. Il nome di Flynn è ora Clu. Ritrova i suoi amici: Alan e Lora che sono divenuti rispettivaniente Tron e Yori. Il vecchio professore Dumont che pure aveva protestato per la chiusura degli accessi al MPC è diventato Gibbs e perfino il disonesto Dillinger ora è Sark, capo dei guerrieri di MPC. Flynn-Clu è costretto ad affrontare i programmi da lui stesso concepiti e realizzati. E’ una lotta senza tregua che si scatena. Clu riesce a far saltare il cervello di MPC, dopo che ha fatto ampia confessione della disonestà di Dillinger. Il film conclude lietamente: Clu ridiventa Flynn e s’incontra con gli amici a festeggiare nella sua città la sua vittoria.”
Il trailer :
Anno 1992 ” Il Tagliaerbe”
Ricordo ancora entusiasmo l’uscita del film “Il tagliaerbe”. Correva l’anno 1992, il termine realtà virtuale apparteneva ancora ai soli “addetti ai lavori”. Si iniziava a vedere qualcosa sulle riviste specializzate ma pochi percepivano quali risvolti avrebbe potuto avere tale tipo di tecnologia in campo psicologico.
La trama : Jobe Smith, un innocuo ritardato mentale, viene sottoposto a un trattamento farmacologico in laboratorio. L’obiettivo è dilatare e stimolare la sua intelligenza. La società di ricerca che lo sfrutta non ha però scopi pacifici; Jobe diventa anche la cavia di un esperimento che incrocia un incremento dell’aggressività con l’inserimento nella realtà virtuale.
A psychology expert is using the Nintendo Wii to investigate how people think and make decisions. He has so far found that people who use the device have a ‘truth bias’.
University of Memphis psychology expert Dr Rick Dale is to give a public lecture at National University of Ireland, Galway on 12 November on how he has adapted the popular video-game console to explore the relationship between the mind and the body.
“The Wiimote is in fact the perfect interface to perform these kinds of experiments,” Dale said.
Picture yourself in this scenario: you and your daredevil friends think it would be a great idea to jump over an eight-foot flight of steps with your skateboard. As you approach the jump, you freak out, awkwardly land on the ground, and happen to severely break your arm. Tough luck. Weeks of pain and possible physical therapy ensue.
To your surprise, though, when you step into physical therapy, you are not given the typical exercises to regain strength. A familiar white box and remote sit in front of you. That’s right, the NintendoWii is a part of yout physical therapy.
Since its inception into the next-generation console wars in November of 2006, Nintendo’s Wii has always been slightly different in its approach.
Da San Diego, California, a Verbania. Il congresso mondiale di una nuova disciplina medica volta a curare pazienti affetti da sindromi ansiogene, quest’anno organizzato nella città californiana, il prossimo anno sarà ospitato a Verbania, nella sede di Villa Caramora dell’Istituto Auxologico Italiano.
Relatori e partecipanti da 22 paesi il prossimo giugno 2009 ( dal 21 al 23 ) a Verbania, a Villa Caramora, presso l’Istituto Auxologico, per il 14° congresso mondiale di Cyber Therapy: una modernissima disciplina Continua a leggere →
Vi fareste rinchiudere in una cucina da soli con un ragno che vi scruta dalla sua bella ragnatela? Forse sì, se sapeste che si tratta di una finzione. Già perché oltre a intrattenere i più giovani, la realtà virtuale può essere utilizzata anche per curare traumi mentali e fobie.
L’idea non è del tutto nuova: secondo la terapia convenzionale, lo psicologo chiede al paziente di immaginarsi faccia a faccia con le proprie paure. Con l’aiuto della computer graphics oggi si può fare un salto di qualità e “immergere” il paziente nella situazione che genera la fobia.
La terapia è ancora in fase sperimentale, ma ha già dato i primi risultati positivi. I ricercatori del Veterans Administrations Medical Center per esempio stanno usando una simulazione tridimensionale chiamata Virtual Vietnam per curare i traumi sofferti dai veterani di guerra. Secondo un primo studio 13 pazienti su 20 hanno affrontato con successo la terapia in meno di 20 sessioni. Continua a leggere →
Un innovativo progetto di ricerca è sfruttare la tecnologia della realtà virtuale, in particolare la sua capacità di sfidare il senso di equilibrio, come una potenziale terapia per le persone con disturbi di equilibrio e senso di instabilità cronica.
Con una sovvenzione da NIDCD, Universita ‘di Pittsburgh Medical Center (UPMC), i ricercatori hanno creato un centro medico di Realtà Virtuale per studiare e identificare potenziali terapie per problemi di equilibrio.
Quattro computer grazie ad un sistema di proiezione permettono di simulare l’interno di un supermercato con tutta la merce collocata sugli scaffali. La persona può condurre virtualmente un carrello della spesa adattato al sistema virtuale.
L’idea è che le persone con vertigini e problemi di equilibrio possano ridurre i loro sintomi nell’arco di poche settimane sottoponendosi per almeno un’ora a settimana alla terapia.
Tratto da http://www.nidcd.nih.gov/health/inside/spr08/pg1.asp
Dr. Hunter Hoffman, a pain expert at the University of Washington, Seattle, has stated that virtual reality devices have worked wonders for patients recovering from severe burns. While undergoing painful wound care, the patients wearing the immersive glasses entered into a computer-generated world. When in the virtual reality environment, dramatic reductions were found in pain-related brain activity, compared to when they were not. Continua a leggere →